Benvenuti a casa mia

Benvenuti nel mio blog, è sempre bello avere ospiti. Gradite un caffè, una tazza di tè?Bene... andate in cucina, preparatela da voi ma immaginate che ve l'ho fatta io, tornate di fronte al vostro pc, sedetevi sulla vostra sedia che tanto amate come Homer ama il suo divano con l'impronta delle sue chiappe, e leggete la mia pagina senza trattenervi dal criticarla: sarà come parlare con me! Buon cannucciAnnucciaBlog a tutti!:o)

martedì 18 dicembre 2007

I love you Architettura

Il mondo dell'architettura è bellissimo. Davvero, eh. Costretta dalle ricerche per la tesi ho passato quasi 2 giorni interi e 2 settimane su Internet a scartabellare, cercare, trovare, selezionare, stampare, catalogare immagini piante e planivolumetrici dei migliori progetti e progettisti sulla scena internazionale attuale dell'architettura nel campo residenziale, o meglio, per fare un po' più i sostenuti, nell'ambito dell'housing (yeah!). Ho riscoperto gli MVRDV, cercando di andare oltre l'estetica del primo impatto che mi aveva sempre frenato negli anni passati. Mi sono ricordata l'innata sensibilità di Steven Holl, ogni progetto rappresentato nei suoi delicatissimi acquerelli è sempre elegante e forte, anche. Ho capito che in realtà Rem Koolhaas mi piace perché ha delle idee che davvero vanno oltre l'attuale, sono proiettate nel futuro, e mi chiedo ma come fa, da dove prende l'ispirazione. E poi mi sono ricordata di come Charles - Edouard Jeanneret - Gris, nato a La Chaux de Fonds nell'1887 e morto a Roquebrune - Cap Martin nel 1965, soprannominato di Le Corbusier, sia davvero il più grande di tutti. Dopo mezzo secolo di innovazione si ritorna sempre a quel tipo di linguaggio,semplice, puro e razionale, all' Unités d'Habitation, al concetto di "casa come macchina da vivere", incarnazione perfetta di Venustas, Firmitas e Utilitas.
W Lechirbisie







venerdì 7 settembre 2007

La crostata di Federico II - parte II

Ma dico, come, non siete curiosi di sapere come è andata a finire? Mica le avete viste alla fine le mie creaturine, beh, se proprio insistete, dai eccole qui:

Le crostatine erano 7. Erano. Devo dire che mi sono un po' scottata la lingua perché era bella calda, ma era comunque buonissima.

E' troppo divertente fare le sculture con la pasta che avanza. Io l'ho sempre fatto quando nonna cucinava, e poi mangiavo anche il ripieno dei tortellini e rubavo il miele della cicerchiata.
Torno al mio noioso pomeriggio, cià!

La crostata di Federico II

Qui in quel di Jesi ("jesi" pronunciatelo bene, con la e molto molto aperta, come parlerebbe la rana dalla bocca larga) ancora è tuuuutto grigio e freddo, ma io mi consolo con dei passatempi pomeridiani che farebbero invidia pure a suor Germana: faccio la piccola massaia. Adesso proprio piccola, magari, no. Però massaia si. Insomma ho fatto una crostata, una bella di quelle con la marmellata, e poi siccome avanzava la pasta, ho fatto anche le crostatine gemelline. Che gioia, che soddisfazione. Ma perché tergiversare ancora, vi faccio vedere no?

Come fare una crostata in 10 semplici mosse
(in aiuto vi allego il fotoracconto)






mercoledì 5 settembre 2007

Design Forever

Oggi ha piovuto, tuuuutto il giorno. Però è bella quest'aria frizzante, mi affaccio dalla finestra e sento odore di terra bagnata: aaahhhh. Mi fa venire voglia di fare cose, cose in generale, come i dolci. Domani faccio un dolce. Mmmm, vediamo, si. La crostata con la marmellata ai frutti di bosco, alla faccia della dieta.
Parlando invece di questa cosa fighissima che mi è successa oggi pomeriggio, navigando navigando mi sono imbattuta un po' per caso, un po' per no, in uno degli oggetti più spettacolari di design dei miei sogni. Ce ne sono tanti nella mia hall of fame, che non basterebbe una casa intera a contenerli tutti, ma questo, questo è davvero tra i primi. Ma l'avete mai vista una ball-chair? Riesco a scovare quasi la perfezione nel suo tratto morbido e tondo, la completezza della sua immagine mi appaga la vista. Lo so, con la facilità con cui mi innamoro delle cose mi disinnamoro poi, ma questo davvero è un oggetto che bramo! Insieme a qualche altro centinaio di sedie di designers o architetti. Molto carina anche l'amichetta: la bubble-chair, davvero graziosa. Solo poche migliaia di dollari (una manciata e mezzo, $ più $ meno) mi separano da quel manufatto così orgogliosamente rotondeggiante.





Poi girovagando ancora qua e la tra siti di finnish design and japanese folies ho trovato questo:



..e sul sito consigliavano di usarlo come oggetto anti-stress dopo una dura giornata di lavoro! Lo voglio! Non per lo stress, ma perché è inquietante e buffo e utile. Dai, alla fine è sempre un ceppo porta coltelli, solo un po' voodoo.

lunedì 27 agosto 2007

London View

Si sente che sono finite le "ferie", c'è aria di frenesia in giro, panico pre-ritorno-a-lavoro. Per quanto mi riguarda domani ho detto che ricomincerò a studiare, ma "verba volant, scripta manent", che tradotto significa: se sono ancora qui a quest'ora col cavolo che domani mi sveglio alle 7! Buonanotte!









mercoledì 1 agosto 2007

Ps:

...avevo dimenticato quanto fosse divertente scrivere sul mio blog. Mi fa sentire una Star. Yeah!

Sudo ergo sum

Pensavate avessi rinunciato al mio blog, eh? Credevate di esservela scampata, eh? E invece no! Eccomi qua a rompervi le uova nel paniere di nuovo (che vorrà dire, poi?). Mi dispiace non avervi potuto raccontare il mio punto di vista sulle cose accadute nel mondo in questi mesi, come il caldo di Jesi, i miei esami, il mio viaggio a Roma e altre cose interessantissime, ma ho avuto tanto da fare, e da quando fanno 40° accendo il pc a giorni alterni perché anche solo il rumore mi fa caldo e mi fa sudare. Ergo, mi sentirete poco, o forse mai. O anche no. Forse quando torno da Genova e le Cinque Terre vi racconto tutto, o forse trovo un Internet point a Londra e vi tengo aggiornati sui miei spostamenti quotidiani. Non vedete l'ora è?

...buone vacanze!

martedì 5 giugno 2007

Tears-addicted

Sono ufficialmente un seriesTV-addicted o come si dice. Nel senso che non solo mi piace guardare le serie televisive di successo ma proprio mi ci fisso, per ore, settimane, mesi... ebbene si, anni. La serie completa di Sex and the city, ne vogliamo parlare. Parliamone. Ho cominciato così per caso, una sera dopocena su la7, e ho detto fico, divertente. Poi siccome non avevo cominciato la storia dalla prima puntata, ho cominciato a comprare i dvd in edicola. E piano piano ho cominciato non solo ad attendere il giovedì a settimane alterne con ansia per l'uscita del doppio dvd che a volte divoravo in una sera, ma anche a spendere i miei amatissimi risparmiucci. Ed eccomi qui, con la serie completa, le prime 4 comprate in edicola e la 5 e la 6 in edizione originale. Le ho guardate tutte ovviamente, ma non una volta, non due, cinque. Stavo cominciando la sesta visione un po' di tempo fa ma per diversificare un po', per evitare di anticipare le battute (non perché sono un genio o chissà che ma solo perché, dai, cacchio, 5 volte di fila nel giro di due anni, tutte le sere escluso i festivi, pure un bambino) allora ho deciso di metterlo in inglese. Ma non ci ho capito niente. Però mi ha fatto ridere lo stesso. Davvero, non è enfasi descrittiva. Chi mi conosce lo sa che lo faccio per simpatia verso chi mi sta facendo ridere, è un modo per essere cortesi. E adesso dopo che ho vagliato per un attimo l'ipotesi di gurdarlo in spagnolo (dai magari imparo una nuova lingua, mi sono detta. Ma come mi vengono?) mi sto appassionando, anzi diciamo che dopo 4 puntate sono oramai schiava, di Grey's Anatomy. E ho scoperto anche perché. Perché mi fa piangere. Mi commuovere fino alle lacrime. Perché sono una romanticona, in barba a tutte le donne forti che non si fanno impressionare. Io piango, pure di fronte alla pubblicità con i bambini. E giù fiumi di lacrime. Anche con qualche singhiozzetto. E mi piace tanto, mi rilassa, mi distende, mi fa passare il malditesta, e mi riempie di malinconia che solo alla sera all'una di notte riesco a sopportare. Terapia psichiatrica? Può darsi.









Ps ( fatti veri ): sono andata a Milano il fine settimana, con la mammina. A vedere la mostra di Renzo Piano. Davvero bellissima. Ben messa, bei disegni, belle applicazioni, bel modo di far approcciare il visitatore ai progetti. C'era un clima così familiare che mi sembrava di stare in facoltà a lezione con Stazi. Peccato per il catalogo. 40€. Ma i soldi?

mercoledì 30 maggio 2007

American Idol

Ma perché non parlare di altri gruppi, cantanti e autori vari che hanno reso la mia adolescenza degna di essere raccontata in uno di quei film americani che italia uno mandava in onda solo d' estate dopo pranzo, nell'ora della pennichella per intenderci ( che io puntualmente guardavo sul lettone dei miei nonni ciucciando il mio pollicione mentre mio nonno di fianco a me dormiva russando profondamente ).
Allora. Eravamo rimasti ai Queen. Quello fu solo l'inizio. Poi arrivò Carlos Santana con i suoi innumerevoli featuring, bands e amici vari. Che solo adesso ho capito perchè in ogni canzone avesse una voce diversa. Perché non era lui che cantava. E' stata una di quelle cose che mi hanno fatta crescere tutto in un botto. Mi ricordo che per ammazzare il tempo quando andavamo in vacanza d'estate in auto sull'autostrada, dopo che avevo finito di contare le macchine che ci sfrecciavano intorno, e dopo che avevo finito di ricamare al punto croce tazzine e paperelle, allora mettevo la cassetta da 90 min di Santana ( The Very Best of Santana vols 1 & 2, 1988 ) e non potendo ballare Oye como va perché ero ovviamente seduta, allora ballavo con le mani. Sai quando raccogliendo tutte le dita tranne l'indice e il medio la mano si trasforma in un piccolo omino a due gambe. Ecco. Proprio come il gioco di "Gigino e Gigetto". Ad un certo punto era diventata così un ossessione questa specie di danza alternativo-antropomorfica che avevo ideato anche dei costumini di carta e scotch che realizzavo e mi applicavo sulle mani nello stupore dei miei genitori che dal sedile davanti, invece di dire ammazza che genio creativo di figlia dicevano che l'adolescenza era molto dura. La mia si che era una vita bella. Piena di sorprese e di gioie quotidiane, l'unica cosa era che non le condividevo con nessuno perché nessuno mi capiva. Le mie amiche ascoltavano i Nirvana, i Guns N' Roses, mia cugina i Doors. Cioè capite, tutto un altro mondo. Loro portavano jeans Levi's e scarpe da tennis, io i jeans stretti a vita alta e le Clarks rosa salmone. Sono cose.

martedì 15 maggio 2007

Hopeless

Eggià, la mia vita va avanti così, tra alti e bassi, a giorni ho così tanta energia che faccio 7mila cose ed altri che mi sento spenta come una candela avanzata di Natale. In realtà, se devo fare un resoconto mi sono "non" successe un po' di cose in questi giorni: avevo deciso di fare finalmente il Palio di San Floriano con quel pazzo gruppo dei "Clerici Vagantes" ( se questo è il loro vero nome ), ma ho preso il raffreddore+la febbre+l'esame di Idrostatica/Idrodinamica... e quindi ho rinunciato... ma prego Voi Jesini Lettori, raccontatemi com'è andata, qualche aneddoto o chessoio chi stonava di più, così rido e mi ricarico. Lo so che è passato un po' di tempo e quella sera eravate talmente ubriachi che non ricordavate neanche il vostro nome altro che i 'stornelli però dai, sforzatevi e lasciatemi testimonianze! Poi vabbè, in pratica fino a giovedì sono stata in clausura per l'esame, che ho scoperto ieri essere andato male. Ho preso 14. Se fossi ancora al liceo avrei sbancato. Peccato. E poi ho rinunciato definitivamente al mio saggio di Danza, che tristezza. Un'altra occasione persa per dare libero sfogo al mio egocentrismo da primadonna della scena. Tempo scaduto, vado. Ciao.

venerdì 27 aprile 2007

Pomeriggio tranquillo

Sto mangiando uno yogurt ai frutti esotici che sa di fragola ( maledetta pubblicità menzognera ) di fronte al pc perché ho appena finito di fare ripetizioni di matematica: lo so, si è strano, anche io non ci volevo credere ma sono io a farle, ad una povera malcapitata ragazzina della terza media. Oggi mi sono impegnata tanto, le ho fatto un promemoria con tutte le formule dei solidi: Parallelepipedo, Cubo, Piramide, Cono e Cilindro, ognuno con annessa figura di fianco alle formulette. Cioè. E' un lavoro di concetto, ci vuole precisione e chiarezza mentale e soprattutto un' elevata dote artistica. Mica tutti. E lei, che mi adora, se n'è andata con un sorriso a 333 denti. Sono queste le gioie della vita. Comunque, apro mozilla sulla mia homepage di repubblica e vengo attratta da un sondaggio: 10 parole da salvare. A parte che a me le parole disusate mi hanno sempre affascinato perché è come se si portassero dentro tutto il mondo di una volta, dei nostri nonni e dei nostri bisnonni nati alla fine dell' 800 addirittura, e a me il mondo di una volta piace tanto. Le cose semplici, la vita vera nel senso di materiale, quando non c'era stress, ansia, noia e bambini obesi che mangiano troppe merendine, o bambini che fanno 7 sport diversi più lezione di canto e catechismo. E quindi questo sondaggio mi ha incuriosito tanto e mi è venuta voglia di lasciarvi qualche commento:

9. bàbbio - anche a Jesi si dice, con l'accento diverso ma con lo stesso significato;
11. biascicapaternostri - è il mio preferito, mi ricorda mio nonno, vero "Jesino de Jesi" da generazioni;
12. bri(g)atore - se togli la "g" il significato non cambia, anzi si rafforza;
16. ma non vuol dire parrucchiere?
23. lo dice sempre mio zio F. quando mangia gli "arvances" con il "tabernot";
25. per me è un brufolo enorme;
28. questo è montemarcianese!
30. io il calcio non l'ho mai capito;
40. non è quando sei troppo ghiotto di senape?

E con queste perle di saggezza per oggi ho concluso.

domenica 22 aprile 2007

Me ne stavo bel bella...

Se non si era capito sto allegramente cazzeggiando su Internet e guardate qua che ci trovo:



"Lo si potrebbe definire un elefante di compagnia. L'esemplare è una femmina di cinque anni e si chiama Anna. E' una delle attrazioni tailandesi nell'isola di Phuket. Anna gioca e fa il bagno con i turisti ed è la vera star della spiaggia dove vive in una piccola comunità di pachidermi tra cui c'è anche la mamma."

Scusate ma davvero non ho saputo resistere: quale miglior caso di omonimia?

Venghino Signori e Signore che qui c'è il vino buono

"Quanto è in grado di resistere un blocco di ghiaccio in un edificio senza raffreddamento, ma costruito secondo i dettami del risparmio energetico? Molto più di quanto non si pensi. Questo almeno è il convincimento di un gruppo di sponsor e associazioni ambientaliste messe insieme dalla Comunità Montana Alto Tevere Umbro e dalla­ Fiera delle Utopie Concrete. Il cartello ambientalista ha lanciato infatti una insolta sfida per dimostrare le potenzialità della bioedilizia. Al centro della cittadina umbra di Città di Castello è stata fatta costruire una piccola casetta di 2,5 metri quadrati seguendo gli standard delle case a basso consumo energetico. Al suo interno, prima di sigillare il tetto, è stato quindi collocato un blocco di ghiaccio del volume di due metri cubi. Il piccolo edificio verrà riaperto solo il 5 giugno. Nel frattempo saranno raccolte le scommesse dei cittadini sulla quantità di ghiaccio sopravvissuta al caldo. In palio, per chi si avvicinerà di più alla risposta esatta, premi in sintonia con lo spirito dell'iniziativa come un frigorifero a basso consumo di classe A+." ( fonte: repubblica.it )




E allora io mi chiedo: fino a che punto c'è ancora da sensibilizzare l'opinione pubblica? Abbiamo tutti ( o quasi ) capito che tra una cinquantina d'anni o anche meno schiatteremo di caldo fino ad estinguerci. E' ora di agire. Veramente. Sensibilmente. Puntualmente. Organizzati su tutto il territorio. Divertente però sto giochetto del maxi blocco di ghiaccio nella mini cuccia per il cane e la scommessa di quanto si scioglie con annesso premio di consolazione: ma perché? Dico io non si potevano utilizzare quei soldi per costruire anche solo una parte di un intera palazzina con la tecnologia della "casa passiva"? Intanto ce ne sarebbe stata una in più. Ma perché in Italia va a finire sempre tutto a pa' e porchetta?










venerdì 20 aprile 2007

Oops!

Ho appena provato a sistemare il post qui sotto, quello che ho scritto stanotte alle 3... Oddio che disastro. Ecco quello che accade a postare alle 3 di notte. Giuro che proprio non mi ero accorta: frasi sconclusionate, parentesi che si chiudono senza essere state aperte, parole assemblate prive di qualsiasi senso. Sapevo di non saper scrivere ( nota la ripetizione, appunto ) ma non fino a questi livelli... scrittori di tutto il web punitemi.

So' ragazzi

"Quando torno a casa scrivo di questa serata", ho detto 3 ore fa e che faccio lancio il sasso e ritiro la mano, non si fa, non sta bene. Racconto: sono andata a cena con M. una mia cara e vecchia amica ( lo posso dire visto che ci conosciamo dal lontano 1985 ) a Serra dei Conti, alla Taverna del Corso. Ammazza che magnata, gergo jesino usato per dire che hai mangiato come un'oca all'ingrasso. Per completezza vi dico quello che abbiamo preso:
- tagliatelle al farro con cicerchia;
- involtini con speck, provola e pomodorini;
- tagliata con rucola, pomodorini e parmigiano;
- patate arrosto;
- una bottiglia di Lacrima di Morro d'Alba;
- il tortino caldo al cioccolato fondente l'ho solo assaporato nella mente uno perché ero troppo piena e due perché il forno di M. ( cuoco e proprietario del suddetto locale ) non si chiudeva bene e ci sembrava maleducato pretendere che pigiasse lo sportello per 12min di fila solo per toglierci lo sfizio di fine cena. Ristorante carinissimo, atmosfera soft dalla musica alla luce soffusa sui mattoncini della volta della cantina di questo palazzo quattrocentesco. Al tavolo dopo cena siamo in tre io il cuoco/proprietario e la mia amica che parliamo di gente fatti sesso sentimenti vita vissuta gossip de'noantri come se fosse abitudine. Cavoli, lei la vedo quasi tutti i giorni: è la mia dirimpettaia, ma lui erano anni che non ci parlavo e per anni intendo 12-13 non uno o due, e molto probabilmente c' ho parlato di più stasera di quanto ci avessi mai parlato in vita mia. Bello, bello tirare fuori i ricordi di quelle estati passate nel cortile della chiesa ( si lo so, facevo l'ACR e poil'ACG, e allora? ) seduti sopra le selle dei motorini dei maschi, noi due uniche femmine, a cazzeggiare allegramente. Per ammazzare il tempo andavamo a tirare i gavettoni dentro le cucine delle case con le finestre aperte per il caldo d'agosto in due sul motorino come una mandria di bufali selvaggi. Correvano gli anni in cui credevo che con un bacio potessi rimanere incinta ( ho letto troppi Cioè ), in cui credevo che quelle cose che si passavano di mano in mano erano sigarette un po' strane, solo più grandi e profumate. Ah che bella la gioventù, passata a spiare il mio adorato dalla soffitta col binocolo fino a quando si è accorto e da quella volta mi guarda con sospetto chissà perché, o quando fai un giro in moto con un altro adorato e poi tuo padre che è andato a mettere l'auto in garage ti vede e tu credi che sia la polizia invece capisci che è ancora peggio perché riconosci la targa e sai che la tua estate è finita, era il 12 agosto del 1995. Sono cose che ti segnano, ricordo tante cose come fosse ieri e altre le ho completamente cancellate. Perché? Quali sono i meccanismi della memoria che ti fanno ricordare il profumo delle scale di tua nonna la prima volta che le sali con le tue gambe e non quello che ho mangiato ieri? Che c'entra questo con la mia adolescenza tragicomica passata tra via De Nicola e via dei Colli non lo so , ma ho cominciato questo post un'ora fa e oramai ho perso il filo del discorso. Meglio se chiudo. Che faccio saluto? Ma si va, non mi piace fare la maleducata, buonanotte.

mercoledì 18 aprile 2007

Fat bottomed girls you make the rockin’ world go round

da "Breakthru":
I wake up

Feel just fine
Your face
Fills my mind
I get religion quick
'Cos you're looking divine...

da "Don't stop me now":
I'm a rocket ship on my way to Mars
On a collision course
I am a satellite I'm out of control
I am a sex machine ready to reload
Like an atom bomb about to
Oh oh oh oh oh explode...

da "It's a hard life":
How it hurts (yeah) deep inside (oh yeah)
When your love has cut you down to size
Life is tough on your own
Now I'm waiting for something to fall from the skies
I'm waiting for love
( ... )
Yes it's a hard life
In a world that's filled with sorrow
There are people searching for love in every way
It's a long hard fight
But I'll always live for tomorrow
I'll look back at myself and say I did it for love (ooh)
Yes I did it for love - for love - oh I did it for love.

Per inciso: credo che sia una delle prime volte che rileggo i testi dopo che sono passati così tanti anni, oramai li avevo imparati a memoria con l'inglese dei miei 11 anni, del tipo gnarugnaru tru de skais...

Now I'm waiting for something to fall from the skies I'm waiting for love

Ho capito che oramai le ispirazioni mi vengono solo a quest'ora, il sonno e la malinconia mi aiutano a focalizzare i miei pensieri e sentimenti. Parlavo con D. e così dal nulla se n'è uscito lui il mito, l'ineguagliabile, colui che mi riporta alla mente dei ricordi toccanti, intensi, vivi, energia, grinta e lacrime tutto insieme. Sarà che quando arriva la primavera e le prime temperature calde io ne risento, ma stasera ho provato tutte di seguito una svariata gamma di emozioni ascoltando la sua musica, l'ascolto sempre ma stasera mi è entrata dentro di più. Mi ricordo quando mio padre portò a casa quel cd e io scettica già pensavo: eccolo che si presenta con l'ennesimo gruppo sconosciuto che non se lo fila nessuno... Ah però... divertenti Questi qua, quasi che mi viene voglia di ballare. E così ho fatto per un sacco di domeniche pomeriggio con i miei fuseaux bordeaux e i capelli da fantaghirò: rabbrividisco
( vi ricordo che anche quando ero piccola ero come dire, robusta e di certo i fusò non mi slanciavano ). Ve l'immaginate una pazza adolescente di 11 anni che si scatena sudatticcia nel salotto di casa con le canzoni dei Queen? Sono momenti raccapriccianti a volte quando mi tornano in mente all'improvviso, tipo quando faccio la spesa o sto guidando a 14o. E' difficile da spiegare quello che quelle canzoni riuscivano a comunicarmi: non sapevo niente, ma non riuscivo a stare ferma, era il mio primo approccio alla musica, quella vera, quello che sentivo era decisamente diverso dalle canzoni di Heather Parisi e Lorella Cuccarini
( dai, cavoli ancora andavano di moda nel '92 ). Riguardare quelle immagini adesso, il Live Aid dell' 85, il Magic Tour dell' 86 mi fanno scendere la lacrimuccia, si lo so sono una sentimentalona, è che mi lascio catturare dalla sua energia, forza, voce, mi attrae in un vortice, mi commuove quell'uomo con quei dentoni, e pensare che ogni volta che canto Bohemian Rapsody perché voglio rendergli omaggio e mi ci metto tutta d'impegno anche accompagnata dal pianoforte si rivolta nella tomba per quanto stecco.



martedì 17 aprile 2007

EPPI BERDEI TU IU...

Oggi 17 aprile è il compleanno del mio P. adorato... e tra quasi 9 ore ha l'esame di Geotecnica, ma dico io si può essere più sfigati? Vabbè che da uno che è nato di venerdì 17 cos'altro ti vuoi aspettare...
TANTI AUGURI JEIMZ VIRDIS GRAN SACERDOTE DEL MALE... pss... passa a Satana... CHE NON SEI ALTRO!

sabato 14 aprile 2007

Mi sto inesorabilmente invecchiando

Sono appena tornata da danza e a malapena riesco a trascinare le dita sopra la tastiera, cioè vorrei scrivere veloce ma le mie terminazioni non rispondono agli impulsi. Oddio che fiacca. Eppure non fumo tanto, e non ho più la zavorra di 12Kg che sballotta a destra e a manca, ma cos'è questa fiacca? L'orario? Troppo vicino al pranzo? Effettivamente tra un giro e una caduta a terra ho pensato "ecco che vomito il pranzo dal parmigiano alla rucola alla bresaola". Comunque la bella notizia è che ho capito dove sono le pause della musica, dove cioè posso prendere fiato per ben quei 15 centesimi di secondo, e quindi adesso basta solo farle e riprendere aria e il gioco è fatto... aiuto.
Vado a mangiare uno yogurt alla banana, magari mi riprendo. ( non si accettano battute sconce del tipo facci qualcos'altro con la banana )

venerdì 13 aprile 2007

Voglia di studiare...

Eccomi qua di nuovo al pc senza nessunissima voglia di studiare, devo fare il progetto di un acquedotto ( e dopo mi aspetta il fantastico mondo delle fognature ) e mi sono arenata al primo ostacolo: non ho capito se devo usare il Metodo di Cross o il Metodo di Wood-Charles per il pre-dimensionamento della rete di condotte... amici Ingegneri: aiutatemi. Ma, tralasciando questo, se proprio devo dire, avrei anche tantissime altre cose da fare come gli esercizi di inglese per lunedì ( sto frequentando con P. il corso di inglese per avere l'attestato di FCE - First Certificate in English, credevo fosse una passeggiata e invece mi ritrovo che non mi ricordo neanche una regola di grammatica e la mia parlata, una volta il mio cavallo di battaglia, è fluida come una chiacchierata al cellulare sotto le gallerie di Fabriano ) ma non mi va; potrei andarmi a lavare i capelli, ma non mi va, potrei leggere il libro di Fabio Volo che ho prelevato dal bagno della mia amica E. ieri sera, ma non mi va, potrei appendere le 47 cartoline sapientemente incorniciate con le cornici Nyttja dell'Ikea, ma non so fare i buchi sul muro col trapano, e poi non mi va.
Insomma è semplice comprendere quanto la mia vita scorra lenta e inesorabile verso una direzione che ignoro senza che io ne faccia parte: mi chiedo... ma quando mai riuscirò a trovare il coraggio per chiedere il ruolo da protagonista di questo mio primo e unico film?mah... nel frattempo ho trovato qualcosa da fare, potrei mangiare le 100Kcal previste per la mia merenda contenute in un gustosissimo yogurt agli agrumi che sta in frigo a più o meno 9,5 m in linea d'aria dalla mia sedia, ciò implica che dovrei alzarmi - camminare - aprire frigo - prendere yogurt - prendere cucchiaino e fazzoletto - camminare - sedermi di nuovo di fronte al pc... uff... ci ho ripensato... troppa fatica, non mi va.

martedì 10 aprile 2007

Sei come la mia moto sei proprio come lei

Già già, vi ho trascurato. Vi ho trascurato voi ignoti lettori del mio spazio personale che so che siete tantissimi ma non avete voglia di uscire allo scoperto per pura vergogna. Solo i miei amici che tampino dalla sera alla mattina lasciano commenti... che tristezza. Ma è anche giusto: che ti credevi, dolce stupidina della mia annina, che tutti fremessero per il tuo arrivo nel mondo dell'etere?
Ma va.


Comunque ieri mi è successa una cosa fichissima: sono andata in moto fino a Gubbio con C. e mentre tutti gli altri nostri amici, tra cui la mia gelosissima dolce metà, erano in macchina davanti dietro di fianco a noi due in sella a quella cosa con due ruote capace di emettere suoni al limite dell'udibile io ho avuto una delle esperienze più emozionanti della mia vita. A parte che mi ci è voluto più di mezzora per abituarmi a respirare con l'aria che arriva d'ignoranza nel tuo naso senza che tu la vuoi tutta in una volta ma solo un pochino, e dopo che ci ero quasi riuscita il mio dolce C. ha accelerato arrivando fino 130km/h e li veramente ho creduto di morire soffocata: gita finisce in tragedia, amici si accorgono della scomparsa di una componente del gruppo solo a fine serata quando guidatore di moto rivuole la zavorra per avere una migliore tenuta di strada.
Quindi, una volta abituata a questo strano modo di respirare ho potuto godermi finalmente il paesaggio "col vento tra i capelli" ( sto romanzando )... quello che ti pervade è un senso di onnipotenza e libertà. Eccitante quasi come fare l'amore. Adesso capisco gli appassionati, quelli che dicono che senza non resisterebbero, quelli che come A.P. coinquilino del mio palazzo ci si spacca le braccia o le gambe ciclicamente ogni anno ma nonostante tutto credo che abbia imparato ad andare prima in moto e poi a camminare. E comunque ribadisco macinare km su due ruote è stravolgentissimo... grazie C.!

sabato 31 marzo 2007

Rock - Politik


Black people are the future of music.


Hard rock is the real cultural revolution.


I bless America for rock 'n' roll.

Chi siamo, da dove veniamo

E' proprio vero che di fronte a un bicchiere di birra ( bevanda ASSOLUTAMENTE proibitami per lo meno fino alla prossima pesa ufficiale dell'11 aprile dalla mia dietologa che con cura continua a ricordarmi che il mio indice di massa corporea è ancora a 27, cioè sono ancora in sovrappeso e che io continuo con cura a pagare ) si possono dire tante cose. E soprattutto non riesco a capire perché in queste serate di sproloqui andiamo sempre a parlare dei cinesi: ma ci spaventano così tanto? Poverelli, vabbè che sono tanti ma in fondo sono sempre stati abitutati a lavorare e subire, subire a lavorare, come mai potremmo pensare che un giorno si sveglino si mettano tutti daccordo e decidano tutti insieme di conquistare il mondo? Mica sono tutti come quella lì che si è fatta scavare un buca intorno casa profonda 15 metri e larga 500 piuttosto che abbandonare la sua catapecchia dolce catapecchia? Cioè ma vi rendete conto? Questa in pratica rischia la morte tutte le mattine quando mette piede fuori dal suo stesso zerbino per buttare la spazzatura perchè rischia di cadere nello scavo delle fondamenta del nuovissimo centro commerciale che le stanno costruendo intorno casa? Pensiamo per un attimo ai problemi logistici che questa condizione può comportare: come fa a fare la spesa?come fa ad andare a lavorare? si fa accompagnare dal suo amico guidatore di caterpillar?mah... sono dubbi che non mi fanno dormire la notte.

venerdì 30 marzo 2007

Cosa vuole ogni uomo...

Ho parlato con il Dr.S. prima, e nonostante il nonsense della nostra conversazione alla fine ho capito una cosa: io mi creo ANSIA. Cioè, forse sono io, forse tutti lo fanno, ma IO mi creo la mia stessa ansia. Dicevo, non sono felice perchè ho l'ansia del futuro, perchè la vita non mi va esattamente come dovrebbe, perchè mi prefiggo degli obbiettivi che manco... blablabla. Allora penso: non è l'entropia del mondo la causa dei miei fallimenti, sono io. Il che è un fattore mooolto positivo: un conto è governare il caos, un conto è governare le mie azioni.
... Ah se solo mi impegnassi nello studio così come mi impegno nelle cazzate della vita allora si che sarei già laureata, avrei 3 figli, 2 cani e Renzo Piano in giardino che mi aspetta con un tè freddo in mano per parlare del Nostro nuovo progetto insieme!









martedì 27 marzo 2007

JesiCity MonAmour

Vorrei parlare della mia provincialissima città, mi sembra d'obbligo nel giorno di inaugurazione di questo blog. Tema di quinta elementare:
Titolo - la mia città.
Svolgimento - la mia città è bella, ha origini antiche, è nata come castrum romano, e poi dopo, molto dopo c'è nato anche Roberto Mancini che mio nonno, grande allenatore della Jesina con 263 presenze in campionato, ha pure allenato.
Conclusione - la cosa più divertente della mia città è il suo dialetto a metà tra toscano e romanesco, del quale vado fiera e ve ne lascio un assaggio.

Detti Jesini:
Chi fa 'l fuso tonnarello pia marido ricco e bello

chi fa 'l fuso sbidellado pia 'l marido sganganado
chi fa 'l fuso un po' all'ingiò pia 'l marido stornacchiò.

Voja de fadigà saltame addosso
Fadiga te padrò che io non posso.


_Chi se loda se sbroda.
(Chi si loda rischia di fare poi brutte figure)
_Faccia ròscia trippa mòscia.
(Colui che è timido mangia poco e ha la pancia vuota)
_Le cerque n'ha fatto mai le melarancie.
(Tale padre/madre tale figlio)
_'Na breccia vertiga 'n caro.
(Una piccola difficoltà può stravolgere la situazione)
_Pija moje pe' godè, l'anno dopo sede in tre.
(Colui che non ragiona sul matrimonio fa una mossa avventata)
_Vesti 'n bastò pare 'n paò, vesti 'na scopa pare 'na sposa.
(I bei vestiti fanno apparire bello anche chi non lo è)

... e con questi detti in dialetto che mi fanno scompisciare vi saluto e vado a ninna.