Ma perché non parlare di altri gruppi, cantanti e autori vari che hanno reso la mia adolescenza degna di essere raccontata in uno di quei film americani che italia uno mandava in onda solo d' estate dopo pranzo, nell'ora della pennichella per intenderci ( che io puntualmente guardavo sul lettone dei miei nonni ciucciando il mio pollicione mentre mio nonno di fianco a me dormiva russando profondamente ).
Allora. Eravamo rimasti ai Queen. Quello fu solo l'inizio. Poi arrivò Carlos Santana con i suoi innumerevoli featuring, bands e amici vari. Che solo adesso ho capito perchè in ogni canzone avesse una voce diversa. Perché non era lui che cantava. E' stata una di quelle cose che mi hanno fatta crescere tutto in un botto. Mi ricordo che per ammazzare il tempo quando andavamo in vacanza d'estate in auto sull'autostrada, dopo che avevo finito di contare le macchine che ci sfrecciavano intorno, e dopo che avevo finito di ricamare al punto croce tazzine e paperelle, allora mettevo la cassetta da 90 min di Santana ( The Very Best of Santana vols 1 & 2, 1988 ) e non potendo ballare Oye como va perché ero ovviamente seduta, allora ballavo con le mani. Sai quando raccogliendo tutte le dita tranne l'indice e il medio la mano si trasforma in un piccolo omino a due gambe. Ecco. Proprio come il gioco di "Gigino e Gigetto". Ad un certo punto era diventata così un ossessione questa specie di danza alternativo-antropomorfica che avevo ideato anche dei costumini di carta e scotch che realizzavo e mi applicavo sulle mani nello stupore dei miei genitori che dal sedile davanti, invece di dire ammazza che genio creativo di figlia dicevano che l'adolescenza era molto dura. La mia si che era una vita bella. Piena di sorprese e di gioie quotidiane, l'unica cosa era che non le condividevo con nessuno perché nessuno mi capiva. Le mie amiche ascoltavano i Nirvana, i Guns N' Roses, mia cugina i Doors. Cioè capite, tutto un altro mondo. Loro portavano jeans Levi's e scarpe da tennis, io i jeans stretti a vita alta e le Clarks rosa salmone. Sono cose.
Benvenuti a casa mia
Benvenuti nel mio blog, è sempre bello avere ospiti.
Gradite un caffè, una tazza di tè?Bene... andate in cucina, preparatela da voi ma immaginate che ve l'ho fatta io, tornate di fronte al vostro pc, sedetevi sulla vostra sedia che tanto amate come Homer ama il suo divano con l'impronta delle sue chiappe, e leggete la mia pagina senza trattenervi dal criticarla: sarà come parlare con me!
Buon cannucciAnnucciaBlog a tutti!:o)
mercoledì 30 maggio 2007
martedì 15 maggio 2007
Hopeless
Eggià, la mia vita va avanti così, tra alti e bassi, a giorni ho così tanta energia che faccio 7mila cose ed altri che mi sento spenta come una candela avanzata di Natale. In realtà, se devo fare un resoconto mi sono "non" successe un po' di cose in questi giorni: avevo deciso di fare finalmente il Palio di San Floriano con quel pazzo gruppo dei "Clerici Vagantes" ( se questo è il loro vero nome ), ma ho preso il raffreddore+la febbre+l'esame di Idrostatica/Idrodinamica... e quindi ho rinunciato... ma prego Voi Jesini Lettori, raccontatemi com'è andata, qualche aneddoto o chessoio chi stonava di più, così rido e mi ricarico. Lo so che è passato un po' di tempo e quella sera eravate talmente ubriachi che non ricordavate neanche il vostro nome altro che i 'stornelli però dai, sforzatevi e lasciatemi testimonianze! Poi vabbè, in pratica fino a giovedì sono stata in clausura per l'esame, che ho scoperto ieri essere andato male. Ho preso 14. Se fossi ancora al liceo avrei sbancato. Peccato. E poi ho rinunciato definitivamente al mio saggio di Danza, che tristezza. Un'altra occasione persa per dare libero sfogo al mio egocentrismo da primadonna della scena. Tempo scaduto, vado. Ciao.
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